Pubblicazioni

L’Istoreco, sin dalla sua nascita, si è impegnato in una attività editoriale di ampio respiro. Sono stati curati volumi non solo sulla storia del ‘900 del territorio livornese, ma si è ampliato lo sguardo oltre i confini locali. Alcuni volumi sono stati curati interamente dall’Istoreco, per altri l’Istoreco ha offerto la sua consulenza o collaborazione editoriale.

Se siete interessati ad avere un volume inviateci una mail a istoreco.livorno@gmail.com o contattateci allo 0586.809219.

PCI in Toscana dalla liberazione allo scioglimento

a cura di Catia Sonetti. Suddivise in quattro sezioni fotografiche, le 268 immagini che compongono il volume raccontano il radicamento capillare che il Partito Comunista Italiano conobbe in Toscana tra il 1945 e il 1991. Un viaggio lungo e ricco di sfumature, capace di riflettere nell’eterogeneità territoriale della regione una parte importante della storia repubblicana del Paese. Dalle battaglie civili alle grandi questioni internazionali, passando per l’attivismo richiesto dalla vita di partito e le affollatissime feste de l’Unità, gli scatti presenti in queste pagine si pongono l’obiettivo di recuperare lo spirito di partecipazione collettiva che contraddistinse l’esperienza del Partito Comunista Italiano, valorizzandone la dimensione collettiva condivisa e trasmettendone la memoria pubblica e privata.

Ricordi d'infanzia

di Roberto Samaia. Un giovane ragazzino di origini livornesi e con il padre ebreo, si trova a vivere durante il periodo terribile della persecuzione antiebraica e della guerra. La sua crescita inizialmente è segnata dai giochi, dall’affetto dei parenti, dai successi scolastici. Con l’arrivo dei bombardamenti sulla città, Torino, nella quale con la famiglia si è trasferito, tutto cambia. La memoria proposta ripercorre tutte le tappe dello sfollamento che portano questo nucleo familiare prima nel territorio pisano, poi nel Lazio, successivamente a ritroso vicino a Lucca, poi a Molina di Quosa e finalmente l’arrivo in una Roma liberata dagli Alleati per poi, a molti mesi di distanza, realizzare il rientro nel capoluogo piemontese. Una vicenda dove tutto viene travolto dalla guerra, dalla violenza tedesca e fascista, dall’aiuto di alcuni italiani disposti a correre dei pericoli per aiutare una famiglia mista. Una crescita quindi accelerata e drammatica che il nostro, a distanza di molti anni, ripercorre con grande analitici e partecipazione e che l’Istoreco ha deciso di proporre ai giovani lettori.

Un'altra cosa

di Francesco Dei. Alla fine della Seconda guerra mondiale l’esodo giuliano e dalmata svuotò le terre dell’estremo nordest – passate all’amministrazione e poi alla sovranità Jugoslavia – della loro popolazione italiana, o italianizzata. Nella neonata Repubblica, in cui gran parte di quegli italiani si reinsediò, alcune città mostravano, più di altre, i segni del conflitto: fra esse Livorno, ingombra di macerie e con tanti spazi requisiti, fino al 1947, dai militari alleati. Ma se pochi esuli si fermarono a Livorno, molti vi transitarono in cerca di lavoro o in attesa di una nave.

Costruito su fonti archivistiche e spogli di stampa, questo piccolo volume ricostruisce i vari livelli dell’assistenza pubblica e l’auto-organizzazione dei profughi, sotto la guida dei loro corregionali da tempo residenti in città; offre qualche dato sui posti di lavoro conservati o ritrovati; illustra progetti riusciti e non riusciti d’insediamento abitativo; tratteggia le reazioni dei livornesi – fra orientamento dei partiti e condotta degli enti locali, passioni rosse e vibrazioni risorgimentali – all’arrivo di persone perlopiù disoccupate e bisognose, nonché animate da sentimenti politici diversi da quelli prevalenti in zona.

La vicenda non comune di un militante comunista. Bruno Bernini e le sue carte.

di Michela Molitierno e Catia Sonetti. La pubblicazione esce non casualmente vicino all’anniversario della nascita del Partito comunista italiano, quel Partito nel quale Bernini militò dagli anni Quaranta fino alla sua morte, realizzando un progetto sia privato che pubblico di emancipazione dei più significativi nella realtà labronica.

Bernini fu promosso a livello dell’organizzazione centrale del suo Partito sin dalla fine del secondo conflitto mondiale; da quella posizione passò nella Federazione giovanile comunista accanto a Enrico Berlinguer e fu poi inviato a presiedere la Federazione mondiale della Gioventù Democratica a Budapest, carica nella quale rimase per nove anni.

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Dal pane alla politica

Il 1917 è stato un anno di svolta fondamentale nella storia della prima guerra mondiale e più in generale nella storia del Novecento. Eventi eccezionali come la rivoluzione russa, l’ingresso degli Stati Uniti nel conflitto, la gravissima crisi alimentare e la rotta di Caporetto sottoposero a molteplici tensioni e a notevoli sfide i “fronti interni”, intensificando il senso di stanchezza verso le condizioni sempre più dure imposte dal conflitto.

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Il mondo in casa

A partire dal quadro analitico proposto da Tiziano Distefano e dai successivi saggi di Sandra Burchi e di Caterina Satta che mettono a fuoco il tema del lavoro di “badante”, il testo propone una riflessione su questa particolare attività dei nostri tempi.

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Una città in fuga

Nel corso della seconda guerra mondiale, e in particolare nei mesi a cavallo tra il 1943 e il 1944, Livorno conobbe un vero e proprio esodo della sua popolazione civile. A causa degli intensi bombardamenti alleati, circa 90.000 cittadini labronici furono costretti a riversarsi nelle campagne, in un’area molto vasta che andava dalla provincia di Lucca a quella di Grosseto, passando da quella di Pisa.

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Un soldato toscano nel primo conflitto mondiale

Corrado Mascagni, partito a 19 anni per la guerra da Rosignano Marittimo, ci introduce senza preamboli dentro il clima di un evento più grande di lui. La sua inedita memoria manoscritta, qui pubblicata nel centenario della fine della Prima guerra mondiale.

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Gli altri e Ilio Barontini

Ciò che unisce le figure politiche e umane ricostruite in questa ricerca è un filo rosso esile, cioè l’essere stati in Unione Sovietica. Ma a ben vedere (eccetto Vasco Jacoponi, Athos Lisa e Aramis Guelfi) si tratta di alcuni dei massimi dirigenti del Pci di allora, in particolare Ettore Borghi, Armando Gigli, Angelo Giacomelli, Silvano Scotto. Del resto il Pci mandava in Urss elementi già sperimentati e più promettenti.

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Spaesamenti

Sono passati più di 70 anni dal 25 aprile 1945: gli studi storici non hanno mai smesso di indagare le vicende della Resistenza e della società italiana in tempo di guerra, questioni fondamentali per la comprensione del nostro paese oggi. Ogni tempo pone domande differenti al passato, segno del cambiamento degli strumenti concettuali e delle sensibilità interpretative.

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Rosso Creativo

Difficile condensare la vita di Oriano Niccolai, classe 1930, in poche parole, la sua storia sono le immagini. L’indimenticabile penna di Luciano De Majo gli cucì addosso una definizione su misura: il creativo rosso. Sintesi perfetta che ha ispirato il titolo della mostra organizzata dall’Istoreco ed il relativo catalogo.

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Gastone Orefice. Un giornalista livornese nel mondo

Gastone Orefice (1922-2006), ebreo livornese e giornalista di vasta esperienza internazionale, si presenta nelle pagine di questo volume come un vero e proprio “testimone del suo tempo”.

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Buriazia

Buriazia è un libro che ha al suo interno molti libri, o per meglio dire molte sono le narrazioni che sviluppano la vicenda, centro dell’interesse: una ragazzina nata poco dopo il passaggio del fronte nella campagna pisana, figlia di una partigiana locale e di un soldato azero, sfuggito ai tedeschi e unitosi alla banda dei ribelli. Un piccolo paese di cavatori, Castellina Marittima, separato al suo interno dalla divisione tra antifascisti e fascisti.

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Costruire insieme. La bilateralità nelle costruzioni a Livorno: storia dell’Ente Livornese Cassa Edile

L’edilizia è un settore dove da sempre vige il lavoro precario: i cantieri si aprono e si chiudono in continuazione, gli operai vengono assunti fino alla fine dei lavori, poi devono cercare un altro impiego. Ben prima di diventare familiare all’intero mondo del lavoro in Italia, la precarietà fa parte del patrimonio genetico di un settore fondamentale dell’economia.

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Le mie memorie sulla Guerra

La Resistenza e la Liberazione a Castagneto Carducci. Una piccola memoria locale in un linguaggio vicinissimo al parlato tipico di queste parti della Toscana per voce di Irio Salvadori, che rievoca alcune giornate del momento del passaggio del fronte, nel 1944.

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Stiamo nel mondo

Questo saggio ripercorre la storia del Centro Mondialità Sviluppo Reciproco, individuandone le matrici culturali.

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Una manifestazione operaia contro il fascismo

“Alle 22,45 poca gente è in casa – faceva molto caldo – e si stava bene all’aperto, quando, correndo, esce di casa una nostra conoscente che – eccitata – ci dice che la Radio sta trasmettendo una notizia sensazionale.

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28-5-1943. ``Era di maggio``

Quando Livorno viene bombardata per la prima volta dai reparti dell’aviazione angloamericana, l’Italia ha già conosciuto i bombardamenti aerei fin dalle prime fasi del conflitto (giugno-ottobre 1940), durante i quali sono state colpite Napoli, Palermo e Catania.

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La scelta della cremazione a Livorno

I profili biografi ci di oltre 160 persone legate al mondo della cremazione livornese: un piccolo ma signifi cativo spaccato per raccontare i caratteri di una scelta culturale sulla fi ne della vita che, dal 1885 ad oggi, ha inciso profondamente sui meccanismi identitari della città.